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  Da outsourcing a un più ampio sistema di third-party risk management

Le nuove Linee Guida segnano il passaggio da un framework prevalentemente incentrato sull’outsourcing a un più ampio sistema di third-party risk management. L’obiettivo dell’EBA è assicurare una gestione organica dei rischi derivanti dal ricorso a soggetti terzi lungo l’intero ciclo di vita del rapporto, dalla fase preliminare di valutazione fino all’eventuale cessazione dello stesso. In particolare, il framework disciplina:

i) la valutazione dei rischi e la due diligence sul fornitore;

ii) la definizione e formalizzazione degli accordi contrattuali;

iii) il ricorso al subcontracting;

iv) il monitoraggio continuativo delle prestazioni e dei rischi;

v) gli obblighi di documentazione;

vi) la predisposizione di strategie di uscita.

Il nuovo impianto è caratterizzato da un principio di proporzionalità, concentrando i presidi più stringenti sui rapporti con terze parti che supportano funzioni critiche o importanti e riducendo gli oneri relativi ai rapporti caratterizzati da minore rilevanza e rischiosità.

  Funzioni critiche o importanti

Particolare attenzione viene riservata agli accordi con terze parti che supportano funzioni critiche o importanti. Rispetto al precedente framework sull’outsourcing, l’approccio adottato dall’EBA amplia la prospettiva: l’analisi non è più circoscritta alla sola qualificazione di un rapporto come esternalizzazione, ma considera più in generale i rapporti con soggetti terzi che possono incidere sull’esercizio di una funzione critica o importante.

Per tali rapporti continuano a trovare applicazione presidi rafforzati riguardanti, tra l’altro, la valutazione preventiva dei rischi, la due diligence del fornitore, il contenuto degli accordi contrattuali, i diritti di accesso e audit, il monitoraggio delle prestazioni, la continuità operativa e la definizione delle exit strategies. Specifiche disposizioni riguardano inoltre il subcontracting, con particolare attenzione alla possibilità per l’intermediario di conoscere e monitorare la catena dei soggetti coinvolti nell’erogazione dei servizi a supporto delle funzioni critiche o importanti.

Le Linee Guida confermano la necessità di assicurare che gli accordi relativi a servizi che supportano funzioni critiche o importanti contengano specifici presidi contrattuali. Gli intermediari saranno pertanto chiamati a verificare la coerenza dei contratti in essere con il nuovo framework, con particolare riferimento, tra l’altro, alla descrizione dei servizi e delle responsabilità delle parti, agli obblighi informativi, ai livelli di servizio, ai diritti di accesso e audit dell’intermediario e delle Autorità competenti, alla continuità operativa, al subcontracting, alle condizioni di cessazione del rapporto e alle strategie di uscita.

 Regime transitorio e applicazione

Alla data di pubblicazione del Final Report, le Linee Guida risultano non ancora applicabili e in attesa della traduzione nelle lingue ufficiali dell’Unione europea. L’EBA ha inoltre previsto un periodo transitorio di due anni, volto a consentire agli intermediari di adeguare progressivamente la documentazione e gli accordi esistenti al nuovo framework. Per gli intermediari italiani sarà pertanto necessario tenere conto delle determinazioni che saranno assunte dalle competenti Autorità nazionali in merito all’applicazione delle Linee Guida e al relativo perimetro soggettivo. 

Le Linee Guida, una volta applicabili, abrogheranno e sostituiranno le EBA Guidelines on outsourcing arrangements del 2019, completando, per i servizi non-ICT, il quadro europeo sulla gestione dei rischi derivanti da terze parti già previsto dal Regolamento DORA per i servizi ICT.